zoom
Comune di Tavagnacco

Piazza Indipendenza 1 - 33010 Feletto Umb. - tel: 0432/577311 - fax: 0432/570196

Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione

Strumenti personali

La lingua friulana è un diritto

Il friulano: una lingua, un diritto, un valore. Si ringrazia lo Sportello per la Lingua Friulana del Comune di Gonars per la collaborazione

I friulani sono da sempre legati alla loro lingua, ma in questa fase storica si rischia di perderla sempre più a causa di una politica linguistica negativa che è stata fatta nel corso dell’ultimo secolo. Per fortuna in questi ultimi anni, anche se con un grande ritardo rispetto alle dichiarazioni di principi esistenti, per esempio, nella Costituzione della Repubbica Italiana, sono arrivate leggi di tutela delle lingue minoritarie e anche del friulano in particolare

Nel 1996 la Regione Friuli Venezia Giulia ha approvato la legge regionale 15, che riconosce nella lingua friulana uno degli elementi più importanti che giustificano l’autonomia regionale, che fissa una buona volta la ortografia ufficiale di riferimento, che aveva istituito l’Osservatorio della Lingua e Cultura Friulane (OLF) per coordinare la politica linguistica friulana. Da pochi mesi una nuova struttura, l' Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane, ha preso il posto del OLF.

Nel 1999 lo Stato Italiano infine ha approvato una legge per adempiere al principio di tutela delle minoranze linguistiche che si trova nell’articolo 6 della Costituzione repubblicana.

Con la legge 482 si riconoscono le minoranze slovena, friulana, tedesca, ladina, francese, francoprovenzale, occitana, sarda, catalana, greca, albanese, croata. Queste lingue sono parlate da molti secoli in diverse parti del territorio della Repubblica Italiana e con la legge 482 si riconosce il diritto di utilizzarle anche ufficialmente nell’amministrazione pubblica, nella scuola, nella comunicazione radiotelevisiva.

Dal 1992 a Strasburgo diversi stati membri del Consiglio d’Europa, anche l’Italia, hanno firmato la Carta Europea per le lingue regionali o minoritarie, una convenzione importante che riconosce nelle lingue minoritarie un elemento fondamentale dell’Europa.

Si dà valore all’aspetto culturale, ma anche a quello politico e economico, si vede la giusta tutela di tutte le comunità linguistiche come un procedimento di garanzia della libertà e della democrazia e come un modo vero per contrastare i nazionalismi e le discriminazioni. La Carta Europea stimola e impegna gli stati a tutelare e promuovere le lingue minoritarie nell’amministrazione pubblica, in tutti i livelli di istruzione, nella comunicazione, soprattutto radiotelevisiva, nei tribunali e in tutti gli aspetti della vita sociale e economica. L’Italia ha solamente firmato questo documento e non lo ha ancora ratificato: le leggi di tutela esistenti finora sono solitamente più deboli di quanto richiesto dalla Carta Europea. Il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di ratifica il 9 marzo 2012, ma il Parlamento non si è ancora pronunciato in materia.