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Falsa verità 6

“Non esiste un solo friulano, ma tante varietà diverse.”

Come tutte le lingue, anche il friulano è articolato in diverse varietà. Tali varietà non hanno mai rappresentato un ostacolo per la comunicazione orale, anche perché le differenze non sono così marcate come per altre lingue. La necessità di sviluppare un friulano comune per gli usi scritti è emersa già diversi secoli addietro ed è cresciuta sempre di più, portando all’elaborazione di uno standard basato sulle varietà centrali del friulano. Se il modello citato da molti è il friulano di Ermes di Colloredo, in realtà lo sviluppo dello standard è il frutto del lavoro di molti poeti, prosatori ed autori provenienti da tutte le zone del Friuli, in particolare tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Lo sviluppo di una lingua comune per lo scritto tuttavia non solo ha radici profonde in Friuli, ma è un processo storico che riguarda tutte le lingue. Italiano, tedesco, inglese, catalano e tutte le altre lingue che ci circondano hanno subito un processo di standardizzazione, senza che questo facesse venir meno la ricchezza rappresentata dalle varietà locali. Lo standard è utile quando si tratta di scrivere testi che hanno un carattere ufficiale o che devono essere utilizzati da tutti: pensate, anche dal punto di vista economico, cosa significherebbe se la Regione dovesse pubblicare un bando in tutte le varietà del friulano, si troverebbe a stampare un testo diverso – magari per pochissime lettere – per ogni paese del Friuli. Ma nell’oralità, come anche nell’uso scritto della lingua per fini artistici, per esempio, nessuno vieta di utilizzare la propria varietà.