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Falsa verità 3

“L’insegnamento del friulano non si può imporre, bisogna lasciare piena libertà di scelta.”

I termini “imporre” o “obbligare” suscitano nella maggior parte delle persone un innato senso di repulsione. Se però ci pensiamo bene, la richiesta dell’inserimento del friulano tra le materie curricolari, significa semplicemente dare al friulano la stessa dignità delle altre lingue e, più in generale, delle altre materie insegnate a scuola. Nessuno però ha mai detto che la matematica, la storia o l’italiano sono state “imposte” e che si deve lasciare libertà di scelta. La presenza del friulano nell’orario curricolare, se inserita in un quadro plurilingue, non sottrae tempo ad altre materie e facilita l’organizzazione interna delle scuole. La lingua friulana è una ricchezza per tutti e può essere un importante strumento di integrazione anche per quanti, sempre di più, giungono in Friuli da altre parti del mondo: negare l’accesso alla lingua del luogo, questa è la vera discriminazione. E poi, considerare il friulano qualcosa di diverso, di inferiore, rispetto alle altre materie è un evidente atto di discriminazione. Che esempio ne avrebbero i bambini? Che vi sono delle lingue di serie A e delle lingue di serie B. Ma se ci sono delle lingue di serie A e di serie B, non è che ci sono anche dei cittadini di serie A e di serie B?