Comune di Tavagnacco
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TAVAGNACCO PRG 2020

Note per le direttive al nuovo PRG


Note per le direttive

 

Premessa

“Il consiglio comunale impartisce con propria deliberazione, le direttive da seguire nella predisposizione di un nuovo PRG che incidono sugli OBIETTIVI e sulle STRATEGIE di cui all’art. 30, comma 1, lettera a) [contenuti ed elementi del PRGC]” (art.31 L.R.52/91).

 

Il Comune di Tavagnacco è dotato di Piano regolatore generale adeguato alla L.52/91 (variante generale n.19 con valenza di nuovo piano regolatore generale) approvato con deliberazione di C.C. n. 72 del 5/13 ottobre 1999, successivamente modificato parzialmente fino alla variante n. 44 approvata.

 

La necessità di dotarsi di un nuovo piano regolatore generale prende le mosse da diverse questioni. Il periodo intercorso dalla variante 19 ha portato cambiamenti sostanziali che hanno riguardato sia il territorio fisico che le attività economiche.

 

  • Il P.R.G.C. vigente è stato in gran parte attuato nelle sue previsioni e non appare dunque più soddisfare le esigenze concrete né dei cittadini, né dell’Amministrazione.
  • Negli ultimi anni i temi urbanistici sono cambiati e una diversa sensibilità degli amministratori e degli abitanti pone al centro della riflessione pianificatoria questioni che necessitano analisi e progetti nuovi, sulla base di alcune “parole chiave”: “qualità”_”sviluppo e competitività”_”ruolo nell’area vasta”, “risorse ambientali”.

Alcuni di questi temi erano stati già messi in evidenza nel bando di concorso per l'aggiudicazione del progetto del nuovo piano e riguardano in particolare il Sistema della residenza, il Sistema della produzione e del commercio e l’inquadramento territoriale.

 

Infine è emersa la volontà di dotarsi di uno strumento aggiornato e contemporaneo, che coinvolga l’intera popolazione attraverso strumenti di partecipazione. Una prima fase di analisi ha portato a chiarire punti di forza e criticità nello sviluppo attuale, attraverso due operazioni: la ricognizione delle immagini più condivise del territorio comunale e l’analisi dello stato fisico dei luoghi e delle dinamiche statistiche che evidenziano le tendenze in corso.

 

Le immagini

Nella prima fase di analisi il processo di partecipazione ha evidenziato alcune immagini, sia positive che negative, che chiariscono aspettative, problemi e desideri degli abitanti e dei soggetti che operano sul territorio:

 

Immagini positive, i punti di forza del comune:

“VICINO ALLA CITTA’ MA NON ANCORA CITTA’” a Tavagnacco c’è “TUTTO”: trasporto pubblico, verde, servizi, pur rimanendo un Comune “a dimensione umana”;

“TAVAGNACCO CITTÀ-PAESE”: Il carattere di “paese”, inteso come senso di comunità, relazione diretta con le aree verdi coltivate, presenza di punti di riferimento e aggregazione, è percepito come una qualità di vita che molte frazioni hanno mantenuto, ma che a Feletto, Colugna e Molin Nuovo, per aspetti diversi, si sta perdendo;

QUALITÀ E QUANTITÀ DEI SERVIZI, la politica dei servizi attuata nel passato dall’Amministrazione comunale ha portato ad un’alta qualità in termini di prestazioni elargite ed ha attratto attività ed abitanti;

TAVAGNACCO CASA E LAVORO, la vicinanza tra le zone produttive e residenziali è percepita come una qualità aggiunta, per il ridotto pendolarismo casa-lavoro, che trattiene e attira le imprese ed è una caratteristica peculiare di questo territorio nell’ambito udinese;

TAVAGNACCO VETRINA DEL FRIULI, alta accessibilità e alta visibilità caratterizzano il territorio comunale conferendo un valore aggiunto che viene percepito come una risorsa unica in tutta l’area friulana.

 

Immagini negative: le criticità

IDENTITA’ A RISCHIO: La perdita di identità delle singole frazioni e del Comune nel suo complesso è percepita come un rischio reale; il rischio di diventare;

Un COMUNE DORMITORIO, una PERIFERIA DI UDINE. Tale percezione è legata in particolare alla grande espansione edilizia recente e ai caratteri di questa espansione, in particolare per quanto riguarda la frazione di Feletto;

UN TERRITORIO IN TRASFORMAZIONE: percezione diffusa è che il comune sta attraversando un periodo di trasformazione poco controllato con gli attuali strumenti e che deve essere governato, sia dal punto di vista dell’assetto fisico che economico che della qualità ambientale.

 

Le tendenze in corso

Le immagini emerse corrispondono alle analisi dei dati e del territorio che hanno evidenziato alcune tendenze in corso alla scala vasta, sia per quanto riguarda l’evoluzione della struttura insediativi, che sta cancellando alcuni riferimenti passati e il legame con gli elementi del paesaggio, sia per quanto riguarda le dinamiche demografiche e gli spostamenti della popolazione in rapida evoluzione, sia per quanto riguarda la formazione di un nuovo sistema di centralità territoriale legato alle infrastrutture. Gli scenari elaborati nella prima fase sono stati usati per evidenziare problemi e prospettive relativi alle tendenze rilevate, mostrandone criticità e impatti possibili.

 

Un’ottica ribaltata

Il Piano dovrà emergere da una riflessione impostata su un ribaltamento dell’ottica progettuale. A partire dalla “carta delle identità” e degli “ambienti e paesaggi” dovrà essere prestata attenzione alla verifica degli impatti delle trasformazioni sugli elementi sensibili.

Particolare attenzione dovrà essere prestata al rafforzamento delle identità delle frazioni evitando la saldatura edificata tra di esse laddove ancora possibile.


I temi del piano

1. “Un piano per l'innovazione e la competitività”

obiettivo del Piano: è governare le trasformazioni in corso e mantenere alto il livello di “competitività” all'interno del sistema udinese d'area vasta, rispetto ad altri sistemi urbani.

Il piano è solo uno degli strumenti da attivare, ma può diventare l'emblema della nuova

direzione intrapresa a livello strategico dal comune.

 

linee guida:

- il piano deve agire per permettere l'innovazione e l'insediamento di nuove attività economiche a basso impatto e alta qualità. Deve inoltre permettere la compresenza delle attività economiche esistenti, anch’esse coinvolte nel processo competitivo, il loro sviluppo, espansione ed eventuale ricollocamento all’interno del territorio comunale.

Sulla base del Documento della Commissione Europea sulle Competitività dei sistemi urbani, la competitività si gioca oggi sulla possibilità di offrire standard innovativi e al di sopra della norma, che riguardano i seguenti punti da sviluppare nel progetto di piano:

  • qualità ambientale e urbana
  • servizi e welfare
  • aree per lo sviluppo di nuove imprese e abitanti
  • regole flessibili e chiarezza normativa

- innovazione e competitività nel piano passano anche attraverso un ragionamento sul “paesaggio delle infrastrutture” che attraversa il territorio comunale; sul sistema di accessibilità e sul “Sistema di Centralità a scala” vasta evidenziati nella prima fase (dossier n.1)


2. “un piano per il rafforzamento delle identità”

obiettivo del Piano:

definizione di una nuova identità del comune, capace di conservare alcuni elementi essenziali dell’identità preesistente, tutelando al massimo le risorse più genuinamente tradizionali ma, allo stesso tempo, introducendo nuovi possibili luoghi di identità, specificamente orientati al tema dell’innovazione e quindi alle nuove generazioni di residenti, imprenditori e lavoratori (ad es. progetti di riduzione di costi energetici, anche nel settore abitativo; applicazioni al territorio di tecnologie e design innovativi capaci di segnalare lo “stile” del Comune; interventi orientati al “leisure” quotidiano locale, con spazi di svago e tempo libero vicini alle aziende, ecc.)

 

linee guida:

contrastare le tendenze al riempimento dei vuoti, alla formazione di agglomerati urbani indifferenziati a scala comunale e a scala territoriale; definire un disegno preciso di sviluppo al 2020.

Il ruolo degli spazi aperti nella definizione di questo disegno e nel rafforzamento delle identità è fondamentale, come emerge dalla “carta delle identità” redatta nella prima fase di analisi. Viste di pregio, percezione e vicinanza del verde agricolo e naturale, materiali costitutivi del paesaggio sono riconosciuti come elementi costitutivi dell’identità.

_A scala vasta le pause nell’edificato permettono di “definire i diversi luoghi”, di riconoscere diversi centri senza annegarli nella periferia della città;

_A livello percettivo il “verde da vedere” lega l’abitato al paesaggio rafforzandone l’identità e la qualità percepita;

_A livello sociale il “verde da vivere” sotto forma di parchi pubblici e rete pedonale e ciclabile di spazi aperti pubblici permette la creazione di luoghi di aggregazione sociale, svago e tempo libero per residenza e attività commerciali.


3. “un piano per l’ambiente e il paesaggio”

obiettivo del Piano:

assumere i temi legati all’ambiente e al paesaggio come prioritari nel disegno del piano, come elementi che concorrono alla qualità e competitività del territorio, ma anche come risposta alle nuove problematiche di tipo ecologico ed energetico.

Passare dalle politiche di conservazione vs trasformazione dei luoghi verso una logica di “riscoperta”, soprattutto per quel che riguarda gli spazi aperti e i residui di naturalità in rapporto ai paesaggi di appartenenza, secondo quanto ribadito dalla Convenzione europea del paesaggio, e favorire la salvaguardia del sistema ambientale inteso come costruzione di progetto ambientale a più dimensioni con particolare attenzione ai diversi paesaggi (aree agricole, aree boscate, aree a prato, ecc.) e non l’attuazione di una semplice salvaguardia.

 

linee guida:

  • Preservare gli ambiti ad elevata naturalità (prati stabili);
  • Valutare il funzionamento del sistema ecologico nel suo complesso;
  • Individuare i luoghi di valenza ambientale territoriale, capaci di definire una struttura di riferimento a scala vasta;
  • Proseguire gli interventi di creazione di reti di collegamenti pedonali e ciclabili estesa a scala territoriale e connessi con la valorizzazione delle attività agricole all’interno del tema progettuale delle “campagne urbane” e in continuità con gli interventi avviati dal Master Plan.
  • Incentivare i temi legati al risparmio energetico nei suoi diversi aspetti.


4. “un piano per l’abitare”

obiettivo del Piano:

mantenere o aumentare la qualità dell’abitare, nel senso della qualità edilizia, architettonica e degli spazi aperti residenziali; garantire la residenzialità individuando sia operazioni di recupero del patrimonio esistente, che ricuciture urbane con piccoli completamenti.

Obiettivo equiordinato del Piano è inoltre una attenta limitazione delle zone di nuova espansione, calibrata ai contesti specifici, e finalizzata al completamento e rafforzamento dell’identità delle frazioni ed in continuità con i sistemi insediativi esistenti.

 

linee guida:

  • rivedere gli indici di edificazione delle zone edificabili, eventualmente differenziandoli in base alle situazioni locali e ai paesaggi urbanizzati ed agricoli di contorno;
  • ipotizzare eventuali soluzioni strategiche che abbiano la capacità di realizzare un progetto di Comune innovativo dal punto di vista dell’attrattività e la residenzialità (anche attraverso un’applicazione guidata di modelli di insediamento residenziale ad elevata qualità ambientale ed estetica)
  • introdurre criteri o incentivi per la qualità edilizia.
  • rivedere il sistema della viabilità con particolare attenzione alla ridefinizione delle reti infrastrutturali legate alla residenza.


5. “un piano per il rinnovo del commercio”

obiettivo del Piano:

mantenere o aumentare la qualità degli spazi commerciali, in particolare lungo l’asse della strada mercato Tresemane, ex SS13, come asse strategico a scala provinciale.

 

linee guida:

  • diversificare le funzioni introducendo spazi per svago, tempo libero e fruizione turistica;
  • fornire indirizzi, criteri e possibili strategie per la riqualificazione degli spazi aperti ed edificati
  • rivedere la normativa relativa con particolare attenzione per la riconsiderazione dei parametri quantitativi, al fine di favorire una densificazione delle realtà esistenti, in un’ottica di risparmio del suolo.


I modi della variante

Stante quanto enunciato nelle pagine precedenti la variante dovrà nel concreto occuparsi di:

  1. Verificare la necessità di individuare nuovi vincoli preordinati all’esproprio conseguenti alla nuova previsione di servizi ed attrezzature di interesse collettivo;
  2. Ridefinire il fabbisogno abitativo e la Capacità Insediativa Residenziale Teorica Massima;
  3. Verificare il soddisfacimento degli standard urbanistici;
  4. Apportare modifiche agli elaborati di zonizzazione derivanti dalle scelte connesse ai temi esposti nelle pagine precedenti anche con l’eventuale riperimetrazione (e ridefinizione normativa) delle zone soggette a Piani Attuativi di iniziativa pubblica o privata fino alla loro eventuale eliminazione.
  5. Apportare modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione fino ad una loro eventuale riscrittura completa;
  6. Apportare modifiche e correttivi al Piano Struttura, alla relazione relativa alla Definizione degli Obiettivi e delle Strategie e alla Relazione di Flessibilità dove non adeguati al perseguimento delle finalità esposte nelle pagine precedenti, fino ad una loro completa sostituzione.